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Borsa di studio per lo “Sviluppo di soluzioni tecnologiche per il trasporto in sicurezza di organi, tessuti e cellule”

La Fondazione D.O.T. ha finanziato una borsa di studio per lo svolgimento del progetto “Sviluppo di
soluzioni tecnologiche per il trasporto in sicurezza di organi, tessuti e cellule”, in collaborazione con Aferetica Srl, nell’ambito delle attività del Progetto congiunto Fondazione D.O.T. – Politecnico di Torino per il sostegno, la promozione e lo sviluppo delle pratiche terapeutiche legate alla donazione e al trapianto di organi, tessuti e cellule.

Le attività oggetto della borsa di studio sono finalizzate alla caratterizzazione di una soluzione tecnologica per il trasporto in sicurezza di materiale biologico e il loro successivo sviluppo in prodotti. La vincitrice della borsa è una giovane laureata in Ingegneria biomedica presso il Politecnico di Torino, ing. Chiara Bosso.

La borsa sarà attivata nella seconda metà di gennaio 2021, avrà una durata di 6 mesi ed un compenso lordo di € 10.000. Vi terremo aggiornati sull’evoluzione e sui risultati di questo progetto!

L’altro lato della donazione

La donazione è un momento delicato in cui il dolore, la profonda tristezza – a volte la rabbia – si scontrano con la grande opportunità di dare la vita a un’altra persona. Sentimenti profondi ed estremi che combattono tra loro nell’animo dei familiari del deceduto e con cui il personale ospedaliero si confronta quotidianamente.

Accanto alla conoscenza delle procedure di donazione occorre che lo staff medico e paramedico sia caratterizzato dall’estrema sensibilità per accogliere, supportare, consolare, accompagnare i parenti del donatore nella decisione di donare. E nel momento della decisione i familiari non vengono lasciati da soli, ma sono supportati affinché il distacco sia meno traumatico, “in rianimazione il medico deve spiegare ai familiari in modo semplice cosa sta succedendo al loro caro” – spiega la dottoressa Valeria Bonato, responsabile della Terapia intensiva Polivalente dell’Ospedale di Alessandria – “o a che cosa servono i macchinari che lo circondano, vanno allontanate le distanze, come una scrivania che divida, va scelto un luogo adatto.

Piccoli aspetti che possono sembrare banali, ma che in realtà sono fondamentali per fare sentire la vicinanza, non soltanto emotiva, segnali di massima attenzione che il medico deve dare al parente».

 

Siamo social!

La digitalizzazione sta irrompendo nella vita di tutti sotto varie forme, i canali social sono uno strumento ormai necessario per dialogare con il pubblico, per cui abbiamo deciso di essere anche noi “social“: abbiamo aperto la nostra pagina su Facebook e Linkedin. L’intento è quello di informare sui trapianti e diffondere la cultura della donazione a un pubblico più vasto, perché più persone riusciremo a raggiungere informandole e più persone in attesa di un trapianto potremo aiutare!

Seguici sulle nostre pagine e diffondi la cultura della donazione tra i tuoi amici, aiuterai l’intera comunità a vivere meglio.

Grazie!