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Aggiornamenti dal Progetto “Carta di Identità e donazione d’organi: una scelta consapevole”.

Aggiornamenti dal Progetto “Carta di Identità e donazione d’organi: una scelta consapevole”.

Il progetto “Carta di Identità e donazione d’organi: una scelta consapevole” nasce dallo studio dei dati riguardanti la scelta compiuta dai cittadini, in occasione del rilascio/rinnovo della carta di identità, “di essere” o “di non essere” donatori dei propri organi. L’opportunità offerta dalle Amministrazioni Comunali ai propri cittadini si concretizza grazie alla legge di conversione n. 98 del 9 agosto 20213.

Dal 2013 in poi, pertanto, le dichiarazioni dei cittadini vengono trasmesse dai comuni italiani al Sistema Informativo Trapianti, incardinato presso l’Istituto Superiore di Sanità, e, dopo averli resi anonimi, consultabili sul sito https://trapianti.sanita.it/statistiche/dichiarazioni_italia.aspx.

Ad oggi le dichiarazioni totali, favorevoli o contrarie, sono più di 16.000.000 con una percentuale di favorevoli che si aggira intorno al 71%. Negli anni si è registrato un progressivo aumento delle dichiarazioni contrarie registrate in anagrafe durante il rinnovo/rilascio del documento di identità. Tale incremento è risultato caratterizzare anche la regione Piemonte che, al primo gennaio 2021, registrava il 31% di dichiarazioni contrarie. Tra le grandi città della Regione, il comune di Alessandria registrava nello stesso periodo il 42,5%.

 

La carenza di informazioni corrette in merito alla medicina dei trapianti si traduce spesso in un netto aumento delle dichiarazioni contrarie alla donazione con evidenti ricadute negative sulla disponibilità di organi da utilizzare a scopo di trapianto terapeutico.

Per questo motivo Fondazione D.O.T. ha deciso di sostenere il progetto, in partnership con il Coordinamento Regionale delle donazioni e dei Prelievi di organi e tessuti della regione Piemonte e della regione Valle d’Aosta e l’Amministrazione comunale di Alessandria. Per la realizzazione del progetto, la Fondazione D.O.T. ha ricevuto un contributo da parte della Fondazione CRT.

 

L’obiettivo del progetto

Aumentare la percentuale dei cittadini che decidono di esprimersi consapevolmente rispetto la donazione dei propri organi dopo la morte in occasione del rinnovo del documento di identità.

 

L’idea

Inviare una lettera ad ogni cittadino in possesso del documento di identità prossimo alla scadenza per informarlo della possibilità di dichiarare la scelta riguardo alla donazione di organi e tessuti in sede di rinnovo del documento. Nella lettera sono spiegate anche le procedure cliniche e normative riguardo la medicina dei trapianti.

Per rendere ancor più utile la lettera agli occhi del cittadino, vengono riportate anche informazioni sui costi e sulle tempistiche di realizzazione della carta di identità elettronica (CIE).

Lettera inviata dal Comune di Alessandria

Lettera inviata dal Comune di Alessandria.

 

I risultati

Tra luglio 2021 e giugno 2023 sono state inviate 7.454 lettere ai cittadini con il documento in scadenza, di cui 5121 entro dicembre 2022. I risultati parziali che riportiamo riguardano queste ultime.

Durante il periodo dell’intervento di comunicazione rivolto ai cittadini del comune di Alessandria, si è assistito, a livello nazionale e regionale, ad un progressivo aumento delle dichiarazioni contrarie alla donazione in occasione il rinnovo del documento di identità: l’aumento delle dichiarazioni contrarie alla donazione è stato dello 0,4% a livello nazionale e dello 0,5% a livello regionale. Per contro, presso il comune di Alessandria c’è stata una riduzione pari al 2,6% che porta ad una riduzione netta del 3.1% delle dichiarazioni contrarie alla donazione.

Conclusioni

In attesa dei risultati definitivi della ricerca, è già possibile concludere che dando ai cittadini gli strumenti per una scelta consapevole, questi sono maggiormente portati a scegliere di diventare donatori.

I world transplant games 2023

I World Transplant Games 2023

Si sono svolti lo scorso aprile a Perth in Australia i Giochi Mondiali per persone Trapiantate. I World Transplant Games si svolgono con cadenza biennale negli anni dispari. Mentre negli anni pari si svolgono le olimpiadi invernali, i World Transplant Winter Games. Nel 2024 saranno ospitati in Italia, a Bormio.

 

World Transplant Games: come e perché nascono.

I World Transplant Games si svolgono per la prima volta nel 1978 a Portsmouth, in Inghilterra, con lo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza della donazione di organi dimostrando la salute e la forma fisica che possono essere raggiunte dopo il trapianto. Gli atleti sono ambasciatori del valore della donazione di organi e si impegnano per la piena riabilitazione attraverso l’esercizio, il cameratismo e una vita sana: danno speranza alle persone in lista d’attesa per i trapianti in tutto il mondo.

I World Transplant Games sono anche un modo per dire “grazie” a coloro che hanno reso possibile tutto ciò: donatori viventi e deceduti, le loro famiglie, operatori sanitari, ricercatori e operatori sanitari. Senza di loro, non ci sarebbe nessuno sulla linea di partenza.

 

L’edizione 2023 dei World Transplant Games: come è andata?

Se nel 1978 parteciparono circa 100 atleti provenienti solo da Regno Unito, Francia, Germania, Grecia e Stati Uniti. Nel 2023 i concorrenti sono arrivati da 45 Paesi e per sei giorni si sono sfidati in 17 diversi sport, tra i quali:

  • corsa su strada 5 km
  • ciclismo
  • petanque
  • pallavolo
  • badminton
  • tennis da tavolo
  • tennis
  • squash
  • nuoto
  • atletica leggera
  • basket
  • bowling
  • golf
  • freccette
  • triathlon sprint (500m di nuoto, 20 km in bicicletta, 5 km di corsa)
  • lawn bowls (bocce su erba, singolare)
  • calcio a 6.

Il medagliere ha visto la Nazionale Italiana piazzarsi quinta dietro ai campioni storici: Gran Bretagna, Australia, Thailandia e Stati Uniti.

 

Le medaglie italiane.

34 atleti italiani hanno partecipato ai World Transplant games 2023 vincendo:

  • 24 ori,
  • 13 argenti
  • 12 bronzi

Siamo campioni in pallavolo, 10km crono di ciclismo, petanque, nuoto, basket e bocce su prato.

Grande risultato di Marco Borgogno che vince l’oro nella 10 PIN bowling individuale di categoria 80+.

 

Prossimo appuntamento

Aspettiamo i nostri atleti trapiantati a Bormio dal 3 all’8 marzo 2024 per i World Transplant Winter Games.

 

Trasporto di organi e di materiale biologico con drone: partirà a Torino il primo volo sperimentale, dal CTO alle Molinette

Trasporto di organi e di materiale biologico con drone: partirà a Torino il primo volo sperimentale, dal CTO alle Molinette

Lo scorso 13 aprile abbiamo annunciato il primo volo del drone, nuovo traguardo del progetto INDOOR – usINg Drones fOr Organ tRansportation.

Guarda la video intervista su Askanews

 

Il percorso

Attraverso il volo verranno trasferite, all’interno di una capsula appositamente progettata, sostanze inerti che simulano campioni biologici. Il drone partirà dall’area del CTO (Centro Traumatologico Ortopedico) e giungerà alla Palazzina di Genetica delle Molinette: una distanza di 500 metri in linea d’aria, tra due presidi ospedalieri dell’AOU Città della Salute e della Scienza di Torino, coperta sorvolando in modalità di navigazione automatica un tratto urbano della città di Torino e un tratto del fiume Po. Per poter garantire la massima sicurezza, il volo è programmato in un orario con condizioni di traffico stradale minimo e il drone sarà monitorato da osservatori lungo tutto il percorso.

mappa percorso drone

 

Siamo felici di annunciare il primo volo sperimentale per il trasporto di organi e di materiale biologico con drone – afferma Antonio Amoroso, Presidente della Fondazione DOT e Direttore del Centro Regionale Trapianti Piemonte e Valle d’Aosta –. Si tratta di un risultato importante che ci avvicina sempre di più al momento in cui si potranno ridurre in maniera significativa tempi e rischi per il trasporto di organi. I trasferimenti avvengono ora prevalentemente su strada e risentono dei rallentamenti e degli inconvenienti dovuti al traffico. Quelli con drone avranno invece rilevanti miglioramenti in termini di velocità e sicurezza, che avvantaggeranno in particolare i pazienti in attesa di trapianto. L’uso di droni potrà avere ripercussioni importanti su tutto il sistema sanitario pubblico perché consentirà di contenere anche i costi che si sostengono attualmente per il trasporto su strada o tramite elicottero, con un consistente risparmio complessivo su tutta la filiera. Ipotizziamo di poter avere un prototipo di drone utilizzabile entro il 2023 e ci auguriamo di poter effettuare il primo vero volo di trasporto di materiale biologico entro un paio di anni”.

Trasporto di organi con droni: un’innovazione per la medicina dei trapianti e non solo.

La sperimentazione dell’utilizzo di Aeromobili a Pilotaggio Remoto (nome tecnico dei droni) nella medicina dei trapianti tra gli ospedali piemontesi è realizzata nell’ambito del progetto di ricerca INDOOR avviato nel 2021 dalla Fondazione D.O.T. in collaborazione con partner istituzionali e tecnici: il Centro Nazionale Trapianti (CNT), il Centro Regionale Trapianti (CRT), l’AOU Città della Salute e della Scienza di Torino, il Politecnico di Torino, l’Università degli Studi di Torino, l’ENAC (Ente Nazionale per l’Aviazione Civile), il PIC4SeR del Politecnico (PoliTo Interdepartmental Center for Service Robotics), ProS3 (azienda specializzata nella progettazione di sistemi aerei a pilotaggio remoto), Mavtech (società di sviluppo di prodotti innovativi per la sorveglianza aerea e per il supporto operativo rivolto ad applicazioni civili), ABzero (startup che ha progettato e brevettato un contenitore sensorizzato per il trasporto di materiale biologico e di organi tramite drone) e LMA Aerospace Technology (azienda specializzata nella realizzazione di prodotti aerospaziali con tecnologie e materiali innovativi).

“Lo sforzo congiunto di Fondazione D.O.T., del Politecnico di Torino e di tutte le organizzazioni coinvolte ha permesso di raggiungere questo importante risultato – commenta Marcello Chiaberge, Professore del Dipartimento di Elettronica e Telecomunicazioni (DET) del Politecnico di Torino –. Oltre agli impatti positivi in termini di velocità e sicurezza, con la sperimentazione del progetto INDOOR si apre la strada ai voli con droni in ambiente urbano, con molte possibili ricadute utili per il trasporto di beni per utilità pubblica in aree densamente popolate. Un’innovazione che dalla medicina dei trapianti porterà vantaggi a molti altri settori”.

Il progetto proseguirà con ulteriori test che saranno effettuati sia sul drone che sulla capsula che conterrà il materiale biologico e saranno realizzati tutti i voli sperimentali necessari per mettere a punto la tecnologia definitiva che sarà poi utilizzata per i trasferimenti reali.

16 aprile, una giornata per rilanciare la fiducia nella donazione di organi e tessuti

Per sensibilizzare tutti i cittadini verso la donazione, in occasione della Giornata Nazionale della Donazione e Trapianto abbiamo illuminato la Mole Antonelliana di rosso con l’immagine di un cuore impacchettato, nella notte tra il 15 e il 16 aprile. Mole Antonelliana illuminata di rosso

Scarica il comunicato stampa.

 

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o fai un bonifico intestato a Fondazione D.O.T. Donazione Organi Trapianti Onlus.

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Nasce l’intergruppo Parlamentare Donazione e Trapianto Organi, Tessuti e Cellule.

Nasce l’intergruppo Parlamentare Donazione e Trapianto Organi, Tessuti e Cellule.

Senza i donatori di sangue, non ci sarebbero trapianti

Senza i donatori di sangue, non ci sarebbero trapianti.

Quando si parla di trapianti, la mente corre subito alle donazioni di organi e tessuti, dimenticando un elemento fondamentale del ciclo: il sangue. Senza donatori di sangue, non ci sarebbero i trapianti, perché durante il trapianto, in sala operatoria,  sono sempre necessarie delle trasfusioni. In molti casi poi avvengono anche nel post intervento. Qualche volta, per fortuna raramente, le richieste sono eccezionali: lo scorso gennaio, un trapiantato di fegato presso l’ospedale Molinette di Torino ha richiesto 95 sacche di sangue; a febbraio un altro ricevente ha necessitato di 60 sacche di sangue.

La Banca del Sangue deve essere in grado di rispondere al bisogno e questo è possibile, grazie alla generosità di centinaia di donatori di sangue.

Viene trasfuso il sangue intero?

sacca di sangue interoUn donatore di sangue vede mediamente prelevarsi 450 ml di sangue (una sacca). Il sangue donato viene lavorato e se ne estraggono diversi emocomponenti: i globuli rossi (emazie), i globuli bianchi, le piastrine e il plasma. È possibile donare anche “solamente” il plasma.

In base alle necessità del trapianto, vengono trasfusi solo i globuli rossi oppure anche le piastrine e il plasma.

Quanto sangue serve mediamente per un trapianto?

Il Dott. Marco Lorenzi, Direttore SC Banca del Sangue e Immunoematologia presso la Città della Salute e della Scienza di Torino fornisce i dati relativi alle quantità di sangue mediamente necessarie per un trapianto.

Come quantità standard perché possa iniziare l’intervento di un trapianto, la Banca del Sangue prepara:

  • per i trapianti di rene 2 unità di globuli rossi (estratti da 2 sacche di sangue)
  • per i trapianti di cuore 2/4 unità di globuli rossi (estratti da 2/4 sacche di sangue)
  • per i trapianti di polmone 4 unità di globuli rossi (estratti da 4 sacche di sangue)

I trapianti di fegato si dividono in due categorie: quelli a basso e quelli ad alto rischio. Considerate che circa 1/3 dei trapianti i fegato sono classificati ad alto rischio.

Per quelli definiti a basso rischio, lo standard minimo è:

  • 5 unità di globuli rossi consegnate in sala operatoria (dunque, originariamente, 5 sacche di sangue)
  • 2400 ml di plasma in sala operatoria (10 sacche di sangue, ma potrebbero sovrapporsi alle 5 precedenti se plasma e globuli rossi fossero stati estratti dallo stesso sangue intero)
  • 5 unità di globuli rossi di riserva pronti in Banca del Sangue, la cui compatibilità per l’intervento sia già stata testata

Per i trapianti di fegato definiti ad alto rischio, lo standard minimo è:

  • 10 unità di globuli rossi consegnate in sala operatoria (10 sacche di sangue)
  • 4800 ml di plasma in sala operatoria (20 sacche di sangue)
  • 10 unità di globuli rossi di riserva in Banca del Sangue

Questa è la dotazione necessaria per iniziare i trapianti. I consumi reali possono essere variabili ed essere inferiori o anche molto superiori.

In conclusione, quanti donatori di sangue servono?

Donatori di sangueCome minimo, per un trapianto di rene sono necessari 2 donatori di sangue oltre al donatore dell’organo. Per un trapianto di cuore, mediamente necessitano 3 donatori di sangue e 4 per un trapianto di polmoni.

Nel caso di un singolo trapianto di fegato, servono dai 15 ai 30 donatori di sangue. E solo questi, quando tutto va bene, ma in rari casi per salvare una vita possono dover intervenire anche 100 donatori. Un esercito silente di persone generose che si uniscono al grande dono di un organo. Se non ci fossero loro, il grande dono sarebbe inutile e una vita verrebbe spezzata.

Grazie a tutti voi. Grazie di cuore.

Ricordate: senza donatori di sangue, non ci sarebbero trapianti.

Aggiornamenti dal Progetto Indoor test con lo shaker superati!

Aggiornamenti dal Progetto Indoor: test con lo shaker superati!

Il passo successivo della ricerca sul progetto “INDOOR (usINg Drones fOr Organ tRansportation)” prevedeva di testare alcune provette di sangue in uno shaker, vale a dire un dispositivo di laboratorio che riproduce vibrazioni e accelerazioni di un drone, per valutarne l’eventuale deterioramento. I risultati preliminari sono ottimistici: il sangue trasportato durante un’operazione standard tramite drone non si deteriora. Test con lo shaker superati!

Lo shaker utilizzato per il Progetto INDOOR

L’esperimento

Le prove sperimentali sono state eseguite con un incremento graduale di complessità degli elementi coinvolti nelle casistiche testate, ossia:

  • Prima prova: in assenza di elementi montati sullo strumento, oltre all’accelerometro [peso = 148 g];
  • Seconda prova: in presenza del supporto e del contenitore stampati in 3D, al cui interno è posizionato il porta-provette di gommapiuma [peso complessivo = 618 g];
  • Terza prova: in presenza di provette contenente campioni biologici ematici di donatori volontari alloggiati all’interno del contenitore descritto nella seconda prova [peso complessivo = 845 g].

Infine, le provette di sangue sono state testate per analizzare e confrontare le loro caratteristiche ematologiche, di coagulazione, chimiche e virologiche successive alla simulazione delle vibrazioni con un lotto di provette di sangue di controllo non shakerato. L’analisi dei dati raccolti mostra come il sangue trasportato durante un’operazione standard tramite drone non subisca variazioni significative di deterioramento delle sue proprietà fisiche.

E poi?

Ora si avvicina il tempo dei test reale col drone nel contesto urbano tra due presidi (CTO e Molinette) dell’AOU Città della Salute e della Scienza di Torino. Quasi certamente il primo volo avverrà il prossimo mese. Te lo racconteremo attraverso la nostra newsletter e i canali social delle Fondazione. Puoi contribuire anche tu al Progetto INDOOR.

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Una maratona di trapianti senza precedenti all'ospedale Molinette di Torino: 100 ore e 11 donatori per salvare 22 vite.

Una maratona di trapianti senza precedenti all’ospedale Molinette di Torino: 100 ore e 11 donatori per salvare 22 vite.

Sotto Natale, presso l’Ospedale Molinette della Città della Salute di Torino, è avvenuta una cosa incredibile: 22 persone hanno ricevuto il trapianto che da tanto attendevano grazie a 11 donatori di organi, decine di donatori di sangue e a un’organizzazione scrupolosa tra il Centro Regionale Trapianti e le singole unità operative degli 11 ospedali coinvolti.

I numeri della maratona di trapianti

In poco più di 100 ore sono stati trapiantati 24 organi, praticamente 1 organo ogni 4 ore. Un nuovo record di organi trapiantati in rapida sequenza è stato stabilito tra la mattina del 20 dicembre ed il pomeriggio del 24 dicembre.

Gli 11 donatori e le loro famiglie, nel momento più doloroso, hanno regalato la vita attraverso il dono di 9 fegati, 12 reni, 2 polmoni e 1 cuore. A questi donatori si aggiungono le decine di donatori anonimi di sangue e dei suoi derivati, senza cui gli interventi di trapianto non sarebbero possibili.

Oltre alla loro generosità, sono state necessarie le competenze e la tenacia di oltre 400 operatori tra medici, infermieri e altre figure professionali, tra i quali autisti e personale OSS compresi i necessari servizi interni ed esterni per diagnosi, coordinamenti e logistica. In letteratura scientifica si stima che per gestire ogni donazione sia necessario l’intervento di 45 persone e per ogni trapianto quello di altre 25 (Brain Death, Organ Donation And Transplantation, Oxford University Press Section 5, Pagg. 973-974).

L’organizzazione

Gli organi sono stati asportati in 10 ospedali di città diverse, di cui quattro da altre regioni, poi trasportati fino all’Ospedale Molinette di Torino, dove 3 unità operative erano pronte a riceverli e trapiantarli nei pazienti in attesa.

Le sale operatorie del Centro Trapianti di Fegato sono state attive quasi costantemente durante le 100 ore, poiché sei dei nove fegati hanno richiesto procedure più complesse e avanzate prima di poter essere impiantati con successo nei riceventi: tecniche di ricondizionamento con macchine da perfusione “ex situ”.

11 pazienti in lista attesa hanno ricevuto 12 reni presso il Centro Trapianti di Rene (due reni sono andati allo stesso ricevente). Otto di questi erano segnalati come priorità per via delle loro gravi condizioni cliniche. A Natale avevano salva la vita.

Due trapianti di fegato e due di rene sono stati resi possibili grazie a donatori a cuore fermo. Queste donazioni molto complesse, per cui è possibili effettuarle in pochi ospedali in Italia. Il programma in pieno sviluppo alle Molinette di Torino è punto d’orgoglio per la Regione.

Infine, un paziente ha ricevuto un nuovo cuore e dei nuovi polmoni nel Centro Trapianto organi toracici. 

Anche il Centro Trapianto Rene dell’AOU Maggiore della Carità di Novara (diretto dal professor Vincenzo Cantaluppi) ha eseguito un trapianto di rene.

Cosa ha reso possibile questa maratona di trapianti?

22 vite salvate da 11 generosi donatori di organi, decine di donatori di sangue e da un incredibile lavoro in team con elevate competenze multidisciplinari. Le capacità organizzative del Coordinamento Regionale Trapianti Piemonte-Valle d’Aosta (diretto dal professor Antonio Amoroso e coordinato dal dottor Federico Genzano) e del Coordinamento Regionale Prelievi (diretto dalla dottoressa Anna Guermani) si sono dimostrate impareggiabili.

Piccola nota a margine

In questa Vigilia di Natale, si è registrato un altro record nei record per i trapianti. Il donatore di uno dei fegati aveva 97 anni compiuti. L’età ad oggi più avanzata mai registrata nella Rete Donazione e Trapianto di Piemonte-Valle d’Aosta. Il fegato è stato poi trapiantato con successo su un ricevente di 65 anni che, grazie a quel supernonno, potrà diventarlo a sua volta. Noi glielo auguriamo con tutto il cuore.

Un anno di attività del laboratorio di genetica per i trapianti

Sono stati pubblicati sulla rivista ‘Journal of Nephrology’ i risultati del lavoro Clinical exame sequencing is a powerful tool in the diagnostic flow of monogenetic kidney diseases: an Italian experience, svolto dal laboratorio di Genetica dei Trapianti di Torino, per il riconoscimento di eventuali malattie genetiche nei candidati al trapianto renale. Dal 2019 il Servizio di Immunogenetica e Biologia dei Trapianti ha avviato una attività di consulenza genetica e identificazione di mutazioni genetiche che possono condurre a insufficienza d’organo (renale, cardiaca o epatica) e, quindi, al trapianto: infatti, circa il 10-30% di malattie che conducono al trapianto, ha una origine genetica. Inoltre, presupposto essenziale per avviare al trapianto un paziente con insufficienza d’organo è l’accurata diagnosi di malattia, che rimane attualmente non diagnosticata in circa il 50% dei pazienti in attesa di trapianto.

Dati che evidenziano che la diagnostica per tali malattie non è diffusa e la Regione Piemonte ne è largamente scoperta, da cui l’esigenza di attivare un servizio dedicato.

«L’accesso a questo servizio – spiega Silvia Deaglio, professore associato di genetica all’Università di Torino e dirigente medico presso il servizio di Immunogenetica e biologia dei trapianti della Città della Salute di Torino – avviene tramite il Centro di Nefrologia/Gastroenterologia/cardiologia di riferimento o attraverso il medico genetista che vede il paziente in consulenza per il quale si ha necessità di confermare un sospetto diagnostico attraverso l’identificazione di una mutazione specifica e/o di indirizzare il sospetto diagnostico in presenza di quadri clinici complessi e non chiari».

L’analisi si attua sul “clinical exome”, ovvero sul sequenziamento “next generation” di un pannello di circa 6700 geni (vedi lista) selezionati per il coinvolgimento in patologie umane (Illumina TruSightOne Expanded), analizzando poi esclusivamente i geni mutati che possono portare a danno renale o epatico. Due volte l’anno viene effettuata una revisione della letteratura e un aggiornamento dei pannelli di analisi. «Nel caso il sospetto diagnostico venga confermato geneticamente – aggiunge la professoressa – si procede a una analisi prioritaria dei geni potenzialmente coinvolti o dell’intero pannello di geni implicati in patologie renali o epatiche se non vi è evidenza di specifiche mutazioni. Nel caso di quadri clinici complessi e non chiari verrà, invece, analizzato l’intero pannello renale o epatico. Il DNA del paziente verrà conservato presso il Servizio di Immunogenetica e Biologia dei Trapianti per tutto il tempo necessario all’analisi dei dati e alla conferma della presenza di eventuali mutazioni e poi distrutto. Mentre Ii dati genomici generati dal sequenziamento verranno conservati presso il Servizio di Immunogenetica e Biologia dei Trapianti per almeno 15 anni dall’esecuzione del test».

Siamo social!

La digitalizzazione sta irrompendo nella vita di tutti sotto varie forme, i canali social sono uno strumento ormai necessario per dialogare con il pubblico, per cui abbiamo deciso di essere anche noi “social“: abbiamo aperto la nostra pagina su Facebook e Linkedin. L’intento è quello di informare sui trapianti e diffondere la cultura della donazione a un pubblico più vasto, perché più persone riusciremo a raggiungere informandole e più persone in attesa di un trapianto potremo aiutare!

Seguici sulle nostre pagine e diffondi la cultura della donazione tra i tuoi amici, aiuterai l’intera comunità a vivere meglio.

Grazie!