Torino corre per la vita: sport e donazione di organi si incontrano il 19 aprile

Torino, 1 aprile 2026 – Il prossimo 19 aprile si corrono La Mezza e La Dieci di Torino 2026, due manifestazioni organizzate da Baserunning che prevedono già la partecipazione di oltre 7000 runner. L’evento si intreccia con una ricorrenza importante, la Giornata nazionale per la donazione e il trapianto di organi e tessuti: una coincidenza dal forte valore simbolico, che mette in luce il legame profondo tra sport, salute e rinascita.

Lo sport è infatti uno degli strumenti più efficaci per il recupero fisico, mentale ed emotivo di chi ha affrontato percorsi complessi legati alla malattia. È una leva fondamentale per ritrovare equilibrio, fiducia e qualità della vita, soprattutto dopo interventi impegnativi come un trapianto.

Lo testimonia la storia di Damiano, che sarà fra i runner della Mezza il 19 aprile. Cinquant’anni, residente nei pressi di Ivrea, nel marzo 2025 Damiano ha ricevuto un trapianto di cuore presso le Molinette di Torino, grazie all’équipe guidata dal professor Mauro Rinaldi, Direttore del Centro Trapianti di Cuore e Polmone dell’AOU Città della Salute e della Scienza di Torino e Presidente della Fondazione DOT, Donazione Organi e Trapianti.

Damiano ha sempre praticato la corsa a livello amatoriale fino a quando, improvvisamente una domenica, dopo pochi passi, non è più riuscito a proseguire. All’inizio ha pensato allo stress, ma i sintomi si sono aggravati rapidamente: nel giro di pochi giorni non riusciva più nemmeno a salire le scale di casa. Ricoverato all’ospedale di Ivrea e poi trasferito d’urgenza alle Molinette, gli è stata diagnosticata una miocardite. Le terapie farmacologiche non hanno avuto l’effetto sperato e si è reso necessario il supporto di un cuore artificiale (ECMO), in attesa del trapianto.

Ricoverato l’11 marzo 2025, è stato sottoposto a trapianto il 20 marzo: la situazione clinica era complessa ma l’intervento è andato bene. Il percorso post-operatorio è stato lungo e impegnativo, anche a causa di alcune complicanze agli arti inferiori. Dopo un mese di riabilitazione presso il centro di Veruno, ha gradualmente recuperato la mobilità grazie a un intenso lavoro di fisioterapia, respirazione e allenamento.

A fine maggio è tornato a casa, a luglio ha ripreso il lavoro e, già dalla fine dell’estate ha ricominciato a correre, con

allenamenti quotidiani e progressivi, spesso in compagnia dei medici che lo hanno salvato.

“Mi sono reso conto di dover ricostruire le mie capacità da zero – racconta Damiano ma lo sport mi ha aiutato tantissimo: la determinazione che ho imparato come sportivo mi ha consentito di affrontare i momenti più difficili e l’abitudine all’allenamento è stata importante durante il recupero. Oggi porto il cuore di un’altra persona: è una grande responsabilità, è come se dovessi vivere per due, e questo mi dà la forza di andare avanti ogni giorno al meglio possibile, anche grazie allo sport che ho ricominciato a praticare. E voglio ricordare e ringraziare tutti i medici, gli operatori sanitari, i fisioterapisti che mi hanno seguito: persone straordinarie non solo professionalmente ma anche dal punto di vista umano, un aspetto importantissimo per noi che affrontiamo un percorso complesso come un trapianto”.

“L’attività sportiva è uno strumento straordinario nel percorso di riabilitazione dei pazienti trapiantati – sottolinea il professor Mauro Rinaldi, Direttore del Centro Trapianti di Cuore e Polmone dell’AOU Città della Salute e della Scienza di Torino e Presidente della Fondazione DOT, Donazione Organi e Trapianti – perché contribuisce non solo al recupero fisico, ma alla qualità della vita nel suo insieme. La storia di Damiano è emblematica di quella di tanti pazienti che tornano a vivere grazie al trapianto, e come medico sono orgoglioso di dare il mio contributo nel contesto della Città della Salute e della Scienza di Torino, centro leader a livello nazionale per i trapianti, grazie a competenze altamente specializzate e a un approccio multidisciplinare che accompagna il paziente in tutte le fasi del percorso”.

La coincidenza tra la Giornata nazionale per la donazione e il trapianto e la Mezza Maratona di Torino diventa così un’occasione per ricordare quanto la generosità della donazione di organi possa trasformarsi in nuova vita, energia e movimento.

La Fondazione DOT – Donazione Organi e Trapianti onlus, nata nel 2017 per volontà del Comune di Torino, della Regione Piemonte, della Città della Salute e della Scienza, dell’Università e del Politecnico di Torino, lavora ogni giorno per sensibilizzare cittadini e istituzioni sull’importanza della donazione di organi. Un gesto fondamentale, senza il quale nessun trapianto sarebbe possibile e nessuna storia di rinascita, come quella di Damiano, potrebbe esistere.

La Fondazione D.O.T. è stata costituita nel 2017 ed il suo scopo è l’attuazione di iniziative del più alto interesse sociale per la promozione ed il sostegno della ricerca scientifica nell’ambito della medicina dei trapianti e per la promozione della cultura della donazione e del trapianto di organi, tessuti e cellule. La Fondazione D.O.T. è composta da una ‘squadra’ di Istituzioni e Enti uniti e solidali al conseguimento della sua “mission”, ed è costituita da 5 soci fondatori: AOU Città della Salute e della Scienza di Torino, Città di Torino, Politecnico di Torino, Regione Piemonte e Università degli Studi di Torino.

Per informazioni: Luisa Cavagnera – 3497665890 – luisacavagnera@elenazanella.it

La foto di testa è di Francesca Mariotti Maybepress.