Dai piccoli progetti nascono grandi innovazioni: il successo di Paquitop e le nuove iniziative.

Il progetto originale

Paquitop è un progetto del Politecnico di Torino sostenuto da Fondazione DOT con lo scopo di realizzare un robot che si muova su ruote e supporti il personale sanitario nella cura dei pazienti trapiantati, grazie anche ad un braccio robotico capace di manipolare oggetti.

Un problema che riguarda tutti i pazienti

Le tecnologie utili nei trapianti hanno ricadute in ambiti più ampi. Non sono solo gli operatori sanitari che trattano i degenti trapiantati ad essere affaticati dalla cronica mancanza di personale. Così come non sono solo i pazienti che hanno subito un trapianto ad aver bisogno di supporto nel periodo successivo all’intervento. Per questi motivi, dal progetto Paquitop sono nati dei progetti rivolti a tutti i pazienti di tutti i reparti.

Il nuovo prototipo

In nuovo prototipo nato dal progetto Paquitop

Il nuovo robot può svolgere molti compiti:

  • identificare con sicurezza il paziente;
  • trasportare piccoli oggetti, come una bottiglietta d’acqua;
  • agevolare le comunicazioni in caso il paziente abbia difficoltà a verbalizzare;
  • permettere videochiamate attraverso tablet tra il personale sanitario, o tra paziente e familiari in situazioni di isolamento;
  • aumentare la frequenza del monitoraggio del paziente;
  • misurare parametri vitali della persona, come il rilevamento della temperatura corporea;
  • stimolare delle attività riabilitative, sia cognitive che neuromotorie, attraverso attività ludiche come i videogiochi;
  • permettere al paziente di fare esercizi come afferrare oggetti diversi in un programma di allenamento;
  • sanificazione di locali.

Nuovi progetti nascono da Paquitop

Paquitop 3

 

- l’operatore sanitario può letteralmente prendere per mano il robot

Le maggiori innovazioni di questo prototipo sono due:

  • l’operatore sanitario può letteralmente prendere per mano il robot e accompagnarlo nel percorso che lo strumento apprenderà e poi farà in autonomia. Questo riduce la formazione necessaria per istruire il robot;
  • il robot è in grado di avvicinarsi nel miglior modo possibile al paziente, qualsiasi la posizione in cui si trova: che egli sia seduto o sdraiato.

 

 

 

 

 

 

Un secondo prototipo: la sedia movi.WE.Q

Dallo studio delle necessità dei degenti, sono emerse anche le fatiche legate agli spostamenti in ambienti stretti con quelli delle aziende sanitarie.

sedia movi.WE.Q

Questo prototipo può muoversi anche lateralmente rispetto alle sedie a rotelle tradizionali, che richiedono ampie manovre. Questo agevola movimenti necessari, ma spesso complessi, come l’accesso ai servizi igienici.

Movi.WE.Q può essere guidata sia da chi vi è seduto, sia da un operatore se il paziente è impossibilitato. Infatti, è dotato di una speciale maniglia che permette di gestirlo anche con l’uso di una sola mano: sono sufficienti pressioni lievi perché la macchina capisca dove l’operatore voglia andare, liberandolo da sforzi fisici.

dettagli della sedia movi.WE.Q

 

Inoltre, la maniglia è dotata di impugnatore in grado di riconoscere se l’afferraggio dell’operatore è volontario o se si tratti solo di un contatto distratto.

Come contribuire alla ricerca

La ricerca non si ferma. Sostieni i progetti di applicazione della robotica all’interno degli ospedali.

DONA ORA con Paypal o fai un bonifico intestato a Fondazione D.O.T. Donazione Organi Trapianti Onlus

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FAITH: come comunicare nel contesto multiculturale

FAITH: come comunicare nel contesto multiculturale.

L’etnopsichiatria e l’antropologia culturale hanno da tempo richiamato l’attenzione sulle differenti concezioni di salute e malattia, nonché dell’agire medico, ma ancor più sulle diverse concezioni del corpo e delle sue parti.

Se da una parte il corpo appare come l’ultima frontiera della natura, in virtù dell’apparente immediatezza con cui se ne fa esperienza, dall’altro la struttura di questa esperienza, nonché la stessa idea di corpo e la formulazione delle metafore che danno ordine alla corporeità sono profondamente culturali e trovano forma nelle parole che si usano e nei comportamenti che si adottano.

La parola “ricordare” ha la sua etimologia nel latino cor -cuore- perché è nel cuore, secondo i Latini che si intrecciano e mantengono i cuoi. Un cinese non dirà mai ti amo con tutto il cuore, ma si esprimerà con “ti amo con tutto il fegato”. Nei reni, secondo molte culture risiede il coraggio… La pratica medica occidentale tende per sua natura ad appiattire differenze culturali e non sempre riesce ad accogliere differenze di concezioni, adottando una razionalità e un senso dell’agire che non è però riconosciuto valido da parte di tutti. In una società multiculturale questo può porre dei problemi che in un sistema sanitario a copertura universale è opportuno saper affrontare. Tra questi c’è la questione trapianti – sia al momento della donazione, sia al momento dell’impianto. La presenza di migranti e concittadini di etnie e culture diverse deve essere assunta come punto di partenza per attivare processi di inclusività.

Il progetto FAITH è stato presentato durante gli “Stati generali della Rete Trapiantologica Italiana” da Alessandra A. Grossi del Dipartimento di Scienze Umane e dell’Innovazione per il Territorio dell’Università dell’Insubria, nonché afferente al Centro di Ricerca in etica Clinica.

FAITH è un acronimo che sta per Fostering And Improving equity partecipation and inclusion in Trasplantation Healthcare. La comunicazione – ha rilevato Grossi- ha un ruolo centrale nel processo donazione-trapianto, la cui gestione è complessa per il valore simbolico di molti concetti chiave, tanto più alla luce della diversità culturale che vige nel retroterra sia di chi dona sia di chi riceve. L’operatore sanitario deve confrontarsi con queste diversità.

L’aumento costante della presenza straniera in Italia – regolare e non – fa da sottofondo a quei 4.340 pazienti di origine straniera che hanno ricevuto un trapianto nel decennio 2012 -2022 e alle molte opposizioni manifestate che si caratterizzano in modo marcato sulla base della nazione natia. Tutto questo produce ineguaglianze sia nella donazione sia nei trapianti, come conclude uno studio del 2023 – primo autore Grossi-: “Mentre questi pazienti sono sempre più rappresentati tra i riceventi di trapianto (in particolare trapianti di rene e fegato), i tassi di rifiuto della donazione di organi sono più elevati in alcuni gruppi etnici rispetto ai referenti nativi e ad altri nati all’estero, con i potenziali effetti a seguito di tempi di attesa prolungati con risultati inferiori del trapianto”. Questo problema non è solo proprio dell’Italia, ma investe i sistemi sanitari europei suggerendo la necessità di un approccio multidisciplinare tra i diversi attori che agiscono sulla scena donazione-trapianti. Si tratta di affrontare la questione considerando le implicazioni etiche, teoriche e pratiche degli interventi personalizzati nelle diverse popolazioni lungo il continuum donazione-trapianto. Occorre quindi una comunicazione strutturata e mirata in grado di informare e ingaggiare le comunità di persone dell’Est e del Mediterraneo – le loro culture e le loro fedi- al fine di adottare interventi accettati sulla persona. La necessità è di adottare degli interventi sistemici rivolti a comunità e cittadini stranieri, ma anche a chi si relaziona con lorio e ai contesti in cui hanno luogo questi processi. Per far questo occorre studiare e definire i termini del problema e individuare possibili vie praticabili.

Nel presentare le diverse iniziative e i progetti di ricerca avviati con il coinvolgimento dei diversi stakeholders, Grossi ha così sintetizzato:

“Promuovere processi informativi, decisionali, relazionali e di gestione del processo trapiantologico informati, condivisi e adattati alle esigenze specifiche delle comunità e dei cittadini stranieri il progetto FAITH intende sviluppare azioni specifiche rivolte, tanto a loro, quanto alle istituzioni e agli operatori sanitari delle terapie intensive, dei COP e dei centri trapianti”.

I numeri del Centro Regionale Trapianti di Piemonte e Valle d’Aosta aggiornati al 31 marzo 2024

I numeri del Centro Regionale Trapianti di Piemonte e Valle d’Aosta aggiornati al 31 marzo 2024

Nel primo trimestre del 2024, i volumi di attività della rete di donazione e trapianto del Piemonte e Valle d’Aosta sono costanti.

Da inizio 2024 sono stati eseguiti: 57 trapianti di rene, 42 di fegato, 10 di cuore e 5 di polmone.

Inoltre, sono state trapiantate 177 cornee, 8 valvole e 1 vaso. Infine, sono stati innestati 10.753 cm2 di cute.

 

LE DONAZIONI

Nei primi tre mesi di quest’anno, in Piemonte e Valle d’Aosta sono stati prelevati organi da oltre 36 donatori ogni milione di persone. Un valore maggiore rispetto alla media nazionale.

Sono stati utilizzati organi e tessuti del 53% dei possibili donatori (40 persone). Il 9,3% è risultato inidoneo e, purtroppo, il 37,3% non ha dato il consenso alla donazione (28 persone).

donatori e non donatori

numeri in valore assoluto

Donatori a marzo 2024

Riguardo il Registro Regionale dei donatori di midollo osseo (Cellule Staminali Ematopoietiche), nel primo trimestre si sono iscritti 967 nuovi donatori.

LE LISTE D’ATTESA

Le persone in lista d’attesa sono di due tipologie: pazienti che, qualora l’organo fosse disponibile, verrebbero istantaneamente sottoposte al trapianto (lista attiva), e pazienti diversamente e temporaneamente indisponibili per problemi di salute facilmente risolvibili (come un’ernia, un’infezione, etc.)

Al 31 marzo 2024, la lista attiva è così composta: 210 persone sono in attesa di un rene, 63 di un fegato, 61 di un cuore, 29 di un polmone e 2 di pancreas.

Il primo grafico rappresenta la lista attiva ed il secondo comprende sia i pazienti attivi che quelli temporaneamente sospesi.

Pazienti in attesa di un trapianto in Piemonte e Valle d'Aosta al 31 marzo 2024 Pazienti in condizione di salute tali che potrebbero ricevere un trapianto

PERCHÉ SCEGLIERE DI DONARE

Perché la donazione di organi è un atto di generosità che trascende la vita stessa. È un’opportunità unica per lasciare un’impronta indelebile nel mondo, donando la possibilità di una nuova vita ad altri.

 

Desideri tutti i dati dettagliati? Qui puoi scaricare il report originale https://www.trapiantipiemonte.it/documenti/

Le campagne di comunicazione regionali il caso Piemonte

Le campagne di comunicazione regionali: il caso Piemonte.

Gli “Stati generali della Rete Trapiantologica Italiana”, l’incontro annuale dei professionisti della rete nazionale di donazione e trapianto, si sono tenuti a Roma lo scorso gennaio.

Competenze, budget e targeting. Attorno a queste tre concetti si è articolata la relazione della dr.ssa Anna Guermani, Coordinatore Regionale Donazioni e dei Prelievi di Organi e Tessuti per il Piemonte e la Valle d’Aosta. Nella storia delle attività di comunicazione sul territorio, il fattore critico di successo è stato affiancare alle competenze con contenuto più propriamente medico, quelle più squisitamente di matrice comunicativa istituzionale della Regione.

Nasce nel 2003 la campagna con il “cuore incartato”. Si tratta un’immagine semplice, ma di forte impatto: chi dona un organo lo fa con il cuore, chi lo riceve, ha un regalo che gli salva la vita. L’affinamento del target – la definizione del tipo di pubblico cui indirizzare le attività comunicative – consente di migliorare le performance, anche utilizzando mezzi semplici, digitali e non.

I target individuati sono i lettori di riviste, gli over 50, chi rinnova le carte di identità, gli studenti delle classi quarte e quinte delle superiori, i neomaggiorenni.

Sono circa 35.000 i ragazzi che ogni anno ricevono una lettera, a firma congiunta del Coordinatore regionale per le donazioni e del Presidente della Regione, per avvicinare alla cultura del dono e alla dichiarazione conseguente. Questa lettera, che giunge a casa, è letta almeno da un altro familiare, come indicato da evidenze di feedback: “Riceviamo telefonate in cui ci chiedono informazioni in materia” ha spiegato Guermani, richiamando con questo l’efficacia del mezzo cartaceo.

Altri strumenti della campagna sono:

  • I leaflet allegati alle riviste, locali e non;
  • gli spot sulle reti regionali indirizzati agli over 50;
  • gli incontri nelle scuole, tenuti dagli esperti, in cui vi sono testimonianze di pazienti e familiari di donatori;
  • la comunicazione, anche mediante affissioni o presenza in loco di personale, relativamente al progetto “Una scelta in comune”, in occasione del rinnovo della Carta di identità elettronica;
  • la formazione al personale;
  • il rapporto collaborativo con le Associazioni.

L’azione di monitoraggio settimanale dell’andamento delle opposizioni in Piemonte e Val d’Aosta, ci consente di intervenire tempestivamente. Per esempio,

“A marzo 2023 abbiamo registrato un aumento delle opposizioni fino al 40%. Abbiamo lavorato su più fronti – ha concluso Guermani- intensificando e diversificando gli interventi, una strategia articolata che ci ha consentito di chiudere l’anno con una riduzione delle opposizioni, raggiungendo il valore del 30,5%”.

Conferenza stampa 11 aprile 2024 in Sala delle Colonne del Comune di Torino

RINASCERE ATTRAVERSO LO SPORT, UNA VITTORIA CHE VALE DOPPIO.

Giornata Nazionale della Donazione e Trapianto 2024: Fondazione DOT capofila nella sensibilizzazione

RINASCERE ATTRAVERSO LO SPORT, UNA VITTORIA CHE VALE DOPPIO
FONDAZIONE DOT OSPITA GLI ATLETI TORNATI A VINCERE DOPO UN TRAPIANTO

E per accendere un faro sull’importanza della donazione di organi come gesto d’amore,
la Mole Antonelliana si illumina di rosso nella notte tra il 13 e 14 aprile

Torino, 11 aprile 2024 – Lo sport dopo un trapianto come paradigma della rinascita. È questo il tema della conferenza stampa organizzata oggi da Fondazione DOT – Donazione Organi e Trapianti, nella scenografica cornice della Sala Colonne del Municipio, per celebrare la Giornata Nazionale Donazione e Trapianto che quest’anno ricorre il 14 aprile. L’evento, mirato a sensibilizzare alla cultura del dono, ha portato sul palco atleti di diverse età, impegnati in discipline differenti, ma accomunati dal fatto di aver ricevuto un trapianto.

“Per ricordare la giornata nazionale della donazione e del trapianto abbiamo voluto con noi alcuni atleti a mostrarci come dopo un trapianto si possa non solo tornare a vivere ma farlo anche raggiungendo grandi livelli agonistici nello sport – dichiara Mauro Rinaldi, Presidente di Fondazione DOT e Direttore Centro Trapianti di Cuore e Polmone delle Molinette, AOU Città della Salute e della Scienza di Torino -. Due sono campioni dei recenti World Transplant Winter Games, che si sono tenuti a Bormio il mese scorso, uno è un giovanissimo giocatore di basket. Nella loro storia lo sport è un ingrediente di motivazione, speranza, benessere, che ha consentito loro di affrontare con forza l’esperienza del trapianto. La loro rinascita si deve alla medicina dei trapianti, sempre più sofisticata, e soprattutto ai donatori. Fondazione DOT lavora dal 2017 per sensibilizzare le persone e diffondere una conoscenza scientificamente autorevole sulla donazione di organi, cellule e tessuti, oltre che per finanziare la ricerca scientifica, affinché sempre più storie come quelle dei nostri ospiti di oggi possano essere raccontate”.

A condividere con il pubblico le loro esperienze sono stati Paolo Manera e Marco Borgogno, veterani dello sci in gara ai World Transplant Winter Games di Bormio conclusi l’8 marzo, ed Emanuele Fiore, giovane promessa del basket torinese. Fondazione DOT ha voluto raccogliere e amplificare il loro messaggio di speranza, potente e profondamente personale: dopo aver attraversato il percorso del trapianto e tutte le sfide che questo comporta, partecipare a una competizione sportiva simboleggia una vittoria anche e soprattutto sul piano emotivo. Senza dimenticare i numerosi effetti benefici dell’attività sportiva sulla salute di chi riceve un trapianto.

L’incontro è stato aperto dal Sindaco di Torino Stefano Lo Russo che ha sottolineato “l’impatto positivo che storie come quelle degli atleti presenti a questo evento possano avere nel sensibilizzare le persone sul tema del trapianto e della donazione degli organi. La Città di Torino – ha ricordato- permette, all’atto della richiesta di emissione della carta d’identità elettronica, di esprimere il proprio consenso alla donazione degli organi. Un’opportunità che come amministrazione intendiamo far conoscere sempre di più per rendere i cittadini informati e consapevoli su un argomento così importante”.

Oltre a Mauro Rinaldi, che ha condotto l’incontro, hanno partecipato Lorenzo Angelone, Direttore Sanitario di Azienda CSS; Luigi Biancone, Direttore del Centro Trapianti di Rene delle Molinette; Federico Genzano Besso, Direttore del Centro Regionale Trapianti; Anna Guermani, Coordinatrice Regionale delle Donazioni e dei Prelievi di Organi e Tessuti Piemonte e Valle d’Aosta; Valter Mione, presidente AIDO Piemonte; Paolo Nenci, Segretario Generale di ANED, Associazione Nazionale Emodializzati Dialisi e Trapianto; Pierluigi Poggiolini, docente del Politecnico di Torino.

Storie di rinascita: lo sport come motore del cambiamento, per vincere a tutte le età

Sono passati quasi cinquant’anni da quando, nel 1978, il chirurgo cardiaco britannico Maurice Slapak ha dato vita ai World Transplant Games per sottolineare l’importanza di promuovere lo sport tra i trapiantati come parte integrante del loro processo di recupero. Oggi queste competizioni rappresentano un momento eccezionale in cui atleti provenienti da tutto il mondo, trapiantati di organi solidi, cellule staminali emopoietiche e donatori, si riuniscono per competere in varie discipline invernali. Uno di loro è Paolo Manera, imprenditore 48enne cuneese che pochi mesi fa ha beneficiato di un trapianto grazie al rene donato dalla moglie Giulia Negri: uno straordinario percorso terapeutico e di coppia che lo ha portato sul gradino più alto del podio nello Slalom Gigante agli ultimi World Transplant Winter Games. “Quella medaglia d’oro è stata un’emozione immensa – ricorda –. Nessuno si immaginava che potessi tornare a competere così presto, tanto meno per vincere. Ma su quella pista era come se mia moglie e la mia famiglia gareggiassero con me. Glielo dovevo”.

Sulle stesse piste, amico e compagno di strada da sempre, c’era anche Marco Borgogno, argento nel Super G e nello slalom gigante categoria 70+ nelle stesse gare a Bormio. La sua vita, divisa tra il “prima” e il “dopo” aver ricevuto un nuovo fegato, ha sempre avuto come costante lo sport praticato in montagna. Dopo il trapianto, avvenuto nell’aprile del 2001, Borgogno racconta di aver vissuto con un altro spirito, contrastando il senso di provvisorietà grazie alla scelta di testimoniare, anche attraverso le competizioni sportive, che la donazione serve. “Serve a far vedere che siamo qui, che stiamo bene, che possiamo fare tante cose – dice –. Pur con la consapevolezza di essere vivi grazie a una persona che purtroppo non c’è più”.

La stessa consapevolezza, in un modo ancora più profondo, accompagna la vita del giovanissimo Emanuele Fiore, 25enne torinese a un passo dalla laurea magistrale in Economia. La sua infanzia e la sua adolescenza sono state scandite dalle cure per due diverse patologie al fegato e all’intestino, peggiorate drasticamente nel 2020, fino a portare al trapianto di fegato nel maggio del 2023. “Quando è arrivata la chiamata dall’ospedale – racconta – ho pensato ad un cerchio che si chiudeva. Mio padre, infatti, è morto quando avevo dieci anni donando i suoi organi: un gesto d’amore che, poi, è tornato indietro fino a me”. A rendere ancora più forte la risposta di Fiore è stata la passione per lo sport, e per la pallacanestro in particolare. “Fin da bambino ho sempre giocato a basket – aggiunge – e nonostante lo stop per le cure ho sempre saputo che un giorno avrei ripreso: è stato il pensiero a cui mi sono aggrappato per superare i momenti più duri. Non ho mai smesso di fare movimento e questo, insieme all’affetto e al sostegno della mia squadra e della mia famiglia, mi ha permesso di tornare in campo a soli quattro mesi dall’intervento. E di essere qui, oggi, a portare lo stesso messaggio che porto nelle scuole: ieri potevo essere come voi, domani voi potreste essere come me”.

14 aprile, una giornata per rilanciare la fiducia nella donazione di organi, tessuti e cellule

Il 2023 in Piemonte ha visto un aumento considerevole del numero dei trapianti (+30% rispetto al 2022), strettamente correlato all’importante aumento dei donatori di organi (+36%). Questi numeri rappresentano dei valori record per la rete regionale di donazione e trapianto, in linea con il trend dei valori nazionali, che hanno registrato un aumento di donatori del 15,8% rispetto al 2022.

“Per quanto riguarda la manifestazione di volontà espressa contestualmente al rinnovo della carta di identità – afferma Anna Guermani, Coordinatrice Regionale delle Donazioni e dei Prelievi di Organi e Tessuti Piemonte e VDA – sono numerose le motivazioni per scegliere di donare i propri organi e tessuti: senso civico, solidarietà, per esercitare un diritto, per sollevare i propri familiari da una decisione difficile in un momento doloroso, ma anche per una forma di assicurazione, perché, aumentando il pool dei potenziali donatori, tutti noi abbiamo più possibilità di cura. Informiamoci e decidiamo, ricordandoci che possiamo sempre cambiare posizione”.

La donazione degli organi consente nuova vita e speranza a chi ne ha disperatamente bisogno. Solo in Piemonte e Valle d’Aosta, a fine 2023, 621 persone sono in attesa di un rene, 81 di un fegato, 117 di un cuore, 55 di un polmone e 2 di pancreas.

A rafforzare la sensibilità regionale, va sottolineato che nel 2023 oltre 2.300 piemontesi, spesso persone molto giovani, si sono dichiarati disponibili a donare le loro cellule staminali emopoietiche o midollo osseo.

Sport e trapianti: il punto di vista della scienza

L’inattività fisica rappresenta un fattore di rischio nei pazienti trapiantati, nei quali la consapevolezza dell’efficacia della terapia fisica non è diffusa.

Spiega Federico Genzano Besso, Direttore del Centro Regionale Trapianti dell’AOU Città della Salute e della Scienza di Torino: “È ormai ben documentato da numerose evidenze raccolte nel corso degli ultimi decenni che, debitamente adattata, sia la semplice attività motoria sia quella dedicata a uno sport porti benefici che possono essere paragonati a quelli di un farmaco per la durata e per la funzione del trapianto. Non da meno è la percezione del benessere e della qualità della vita: oltre al recupero dell’indipendenza e dell’attività lavorativa, la possibilità di fare sport e persino di competere come agonisti fornisce un ulteriore motivo di recupero della sfera sociale, che consente di raggiungere uno stato di salute sicuro e soddisfacente”.

Per sensibilizzare tutti i cittadini verso la donazione, in occasione della Giornata Nazionale della Donazione e Trapianto che ricorre domenica 14 aprile 2024 la Mole Antonelliana sarà illuminata di rosso con l’immagine di un cuore impacchettato, nella notte tra il 13 e il 14 aprile.

 

La Fondazione D.O.T. è stata costituita nel 2017 ed il suo scopo è l’attuazione di iniziative del più alto interesse sociale per la promozione ed il sostegno della ricerca scientifica nell’ambito della medicina dei trapianti e per la promozione della cultura della donazione e del trapianto di organi, tessuti e cellule. La Fondazione D.O.T. è composta da una ‘squadra’ di Istituzioni e Enti uniti e solidali al conseguimento della sua “mission”, ed è costituita da 5 soci fondatori: AOU Città della Salute e della Scienza di Torino, Città di Torino, Politecnico di Torino, Regione Piemonte e Università degli Studi di Torino.

Donazioni e Trapianti in Piemonte e Valle d’Aosta: i dati del 2023

Donazioni e Trapianti in Piemonte e Valle d’Aosta: i dati del 2023

Il 2023 in Piemonte ha visto un aumento del 30%, rispetto al 2022, nel numero di trapianti eseguiti: ben 536. Il numero di donatori è cresciuto del 36% rispetto all’anno precedente: 179 persone generose. Questo trend positivo è in linea con i valori di crescita nazionali. Questi numeri rappresentano dei valori record per la rete regionale di donazione e trapianto, mai raggiunti in precedenza.

LE DONAZIONI

Nel 2023, in Piemonte e Valle d’Aosta sono stati prelevati organi da oltre 41 donatori ogni milione di persone. Sono stati utilizzati organi e tessuti del 56,8% dei possibili donatori. L’11% è risultato inidoneo e, purtroppo, il 30,5% non ha dato il consenso alla donazione.

Donatori prelevati in Piemonte nel 2023N. donazioni in Pimeonte e Valle d'Aosta nel 2023

Numeri in valore assoluto

 

 

 

 

 

 

 

Da sottolineare come nel 2023 oltre 2.300 piemontesi, spesso persone molto giovani, si sono dichiarati disponibili a donare le loro cellule staminali emopoietiche o midollo osseo.

I TRAPIANTI D’ORGANI

Nel 2023 in Piemonte e Valle d’Aosta sono stati eseguiti 536 trapianti d’organo e 1.376 trapianti di tessuti.

Grazie alle scelte generose dei donatori, sono stati eseguiti i seguenti trapianti:

Rene: 292

Fegato: 176

Cuore: 29

Polmone: 22

Pancreas: 1

Trapianti combinati

6 rene/fegato

3 rene/pancreas

1 fegato/pancreas

1 fegato/pancreas/polmoni

4 cuore/polmoni

 

1 cuore domino

 

Trapianti di tessuto

Cornee trapiantate: 620

Trapianti di Cute: 170

Trapianti di tessuto muscolo scheletrico: 433

Trapianti di valvole – vasi: 19

Innesti di membrane amniotiche: 134

Trapianti di cuore e polmone in Piemonte e Valle d'Aosta nel 2023

N. trapianti di rene e fegato in Piemonte e valle d'Aosta nel 2023

 

 

 

 

 

 

 

 

 

N. trapianti di pancreas in Piemonte e Valle d'Aosta nel 2023N. trapianti di tessuti in Piemonte e Valle d'Aosta nel 2023

 

 

 

 

 

 

 

 

LE LISTE D’ATTESA

Le persone in lista d’attesa sono di due tipologie: pazienti che, qualora l’organo fosse disponibile, verrebbero istantaneamente sottoposte al trapianto, e pazienti diversamente e temporaneamente indisponibili per problemi di salute facilmente risolvibili (come un’ernia, un’infezione, etc.)

A fine 2023, 621 persone sono in attesa di un rene, 81 di un fegato, 117 di un cuore, 55 di un polmone e 2 di pancreas. I grafici riportano la suddivisione tra pazienti attivi e temporaneamente sospesi.

Persone in lista di attesa per un trapianto in Piemonte e Valle d'Aosta nel 2023Persone in lista di attesa attiva per un trapianto in Piemonte e Valle d'Aosta nel 2023

 

 

 

 

 

 

 

 

PERCHÉ SCEGLIERE DI DONARE

Scegliere di diventare donatore di organi è un atto di altruismo e compassione che può dare nuova vita e speranza a chi ne ha disperatamente bisogno. Ogni dono può fare la differenza tra la vita e la morte per qualcuno, e donando i propri organi si può lasciare un’impronta di generosità e solidarietà nel mondo, contribuendo a costruire una comunità più empatica e solidale. La decisione di donare è un gesto di amore universale che può trasformare il dolore in speranza e la perdita in un dono prezioso per gli altri.

 

Desideri tutti i dati dettagliati? Qui puoi scaricare il report originale https://www.trapiantipiemonte.it/documenti/

Le campagne nazionali di sensibilizzazione alla donazione.

Le campagne nazionali di sensibilizzazione alla donazione.

Dal 2021 è attiva la campagna di comunicazione “Donare è una scelta naturale” il cui obiettivo è di invitare i cittadini a dichiarare la propria volontà positiva sulla donazione di organi, tessuti e cellule. La Giornata nazionale su donazione di organi e tessuti e la settimana dedicata al reclutamento di donatori di midollo rientrano nel tentativo di unificare tutto ciò nella campagna sul dono. Il sito sceglieredidonare.it è il punto di atterraggio di tutte le comunicazioni di campagna.

Un focus particolarmente importante della campagna di comunicazione su cui si è soffermata nella sua relazione Manuela Trerotola dell’Ufficio Comunicazione del Centro Nazionale Trapianti (CNT) è la promozione della dichiarazione di volontà rilasciata al comune, al momento del rilascio o rinnovo della carta di identità presso l’ufficio anagrafe. “Nelle tre ultime edizioni della Giornata Nazionale la dichiarazione al comune è stato il tema principale della comunicazione, supportato dalla pubblicazione del report ‘Indice del dono’ che registra la classifica dei comuni più virtuosi proprio in tema di Sì registrati al momento del rilascio della CIE”, ha detto Trerotola. Questa parte della campagna svolta sui social in collaborazione con Ministero della Salute e ANCI ha coinvolto direttamente i Comuni e i loro amministratori “rafforzando la corretta informazione e l’amplificazione del messaggio sul territorio con l’adesione di oltre 300 sindaci che hanno aderito all’iniziativa ‘Le Città del Sì “.

Trerotola si è concentrata sull’analisi dell’andamento delle opposizioni alla donazione al Comune, mettendo a confronto l’andamento trimestrale e annuale per i periodi 2021-2023. I dati mostrano come esista un rapporto diretto con le iniziative della campagna: in prossimità di tali attività le opposizioni diminuiscono, per poi risalire man mano che è trascorso il tempo degli eventi.

È evidente che occorre una specifica strategia per modificare questo andamento, tenendo conto che siamo oltretutto ormai fuori dalla emergenza pandemica. “Si rende necessario operare una nuova analisi del pubblico e delle sue necessità, del contesto e dei fattori che determinano un potenziamento della strategia di campagna” comprendendo ciò che interviene a indebolirle. “L’efficacia delle strategie di comunicazione dipende da una combinazione di elementi” perché possa produrre impatti duraturi e cambiare l’atteggiamento delle persone – spingerle a fare qualche cosa e nello specifico a dichiarare il sì alla donazione. “Occorre raggiungerli fisicamente per invitarli a riflettere”. Per questo saranno creati dei punti informativi negli uffici anagrafe dove disporre materiali redatti congiuntamente dal Ministero della Salute e dal CNT per promuovere attenzione al tema trapianti e registrare volontà positiva da parte dei cittadini. “Con il budget a disposizione intendiamo coprire circa 500 Comuni e oltre 800 punti CIE entro la prossima Giornata nazionale su donazione e trapianto, il 14 aprile”.

Questo approccio di prossimità è confermato da un’indagine del CNT nei centri anagrafe che ha coinvolto circa 500 operatori. Il 71% ha risposto che i cittadini che si recano per il rinnovo della CIE raramente (29,6%) o solo qualche volta (41,7%) è a conoscenza dell’opportunità di registrare la propria volontà sulla donazione di organi e tessuti.

A tale iniziativa si affiancherà il portale CIE che ospiterà il nuovo servizio di dichiarazione sulla donazione, per registrare e modificare la volontà con un solo click.

 

 

I Racconti Invernali dei 12th World Transplant Winter Games 2024

I Racconti Invernali dei 12th World Transplant Winter Games 2024.

Un’epopea di resilienza e impegno sportivo.

L’atmosfera delle Alpi ha ospitato una celebrazione straordinaria di resilienza e talento sportivo ai 12th World Transplant Winter Games 2024 svoltisi a Bormio. Questo evento unico ha riunito atleti provenienti da tutto il mondo, tutti accomunati dalla forza di aver affrontato un trapianto d’organo. In questo articolo, esploreremo la storia di questa edizione dei giochi e racconteremo la classifica, sottolineando i notevoli successi ottenuti dagli atleti italiani.

COSA SONO I WORLD TRANSPLANT WINTER GAMES.

I World Transplant Winter Games rappresentano un momento eccezionale in cui atleti provenienti da tutto il mondo, trapiantati di organi solidi, cellule staminali emopoietiche e donatori, si riuniscono per competere in varie discipline invernali. Questo evento non solo celebra l’importanza della donazione e della vita dopo il trapianto, ma offre anche un’opportunità unica per gli atleti di dimostrare la loro forza, resilienza e gratitudine.

STORIA DEI WORLD TRANSPLANT GAMES.

I World Transplant Games sono stati inaugurati nel 1978, grazie all’ispirazione di Dr. Maurice Slapak, un chirurgo cardiaco che ha riconosciuto l’importanza di promuovere lo sport tra i trapiantati come parte integrante del loro processo di recupero. Il primo evento si tenne a Portsmouth, in Inghilterra, nel 1978, con circa 99 sportivi dal Regno Unito, Francia, Germania, Grecia e Stati Uniti. Da allora, l’evento si è sviluppato in una celebrazione internazionale che si svolge ogni due anni, alternando tra le edizioni estive e invernali.

IL MEDAGLIERE 2024

Oltre 200 atleti di 21 Paesi hanno dimostrato una determinazione straordinaria e un impegno incondizionato in ogni disciplina, rendendo i giochi un vero trionfo della perseveranza umana.

Sul podio dei trapiantati si sono piazzati:

🥇Gran Bretagna (15 ori, 8 argenti, 5 bronzi)

🥈Francia (11 ori, 11 argenti, 7 bronzi)

🥉Austria (14 ori, 4 argenti, 4 bronzi).

Le competizioni riservate ai donatori hanno visto partecipare solo 7 Paesi e sul podio sono saliti

🥇Gran Bretagna (9 ori, 7 argenti, 2 bronzi)

🥈Irlanda (1 ori, 1 argenti, 3 bronzi)

🥉Canada (2 ori, 1 bronzo).

Scarica qui l’intera classifica.

RISULTATI ITALIANI AI 12TH WORLD TRANSPLANT WINTER GAMES 2024.

L’Italia ha fatto brillare la sua stella durante questa edizione dei giochi invernali, conquistando medaglie e dimostrando il talento e l’impegno degli atleti trapiantati nel nostro Paese.

Siamo arrivati al settimo posto nelle competizioni per i trapiantati (3 ori, 8 argenti, 6 bronzi) e al quinto posto nella classifica delle gare riservate ai donatori (1 oro, 1 argento, 1 bronzo).

Ecco tutti gli azzurri medagliati:

🥇Paolo Manera – Slalom gigante 40-49

🥇Marco Panizza – Ciaspole 2km 50-59

🥇Stefano Dalvai – Ciaspole 2 km 30-39

🥇Patrizia Babini – Ciaspole 2km donatori

 

🥈Erminio Rigos – Slalom 59-59

🥈Roberto Remonti – Slalom donatori

🥈Eugen Vikoler – Ciaspole 2km 59-59

🥈Marco Borgogno – Slalom gigante 70+

🥈Erminio Rigos – Slalom gigante 50-59

🥈Marco Panizza – Eugen Vikoler – Georg Thurner – fondo a squadre

🥈Erminio Rigos – Slalom Parallelo sci 50-59

🥈Marco Borgogno – Super G 70+

🥈Erminio – Super G 50-59

 

🥉Georg Thurner – Sci di fondo 5km 60-69

🥉Eugen Vikoler – Sci di fondo 5km  50-59

🥉Georg Thurner – Sci di fondo 1h 60-69

🥉Giuseppe Mangano – Ciaspole 2km 60-69

🥉Georg Thurner – Biathlon 60-69

🥉Eugen Vikoler – Biathlon 50-59

🥉Roberto Remonti – Super G donatori

Slalom e ciaspole: Gli atleti italiani hanno spazzato via la concorrenza, portando a casa diverse medaglie d’oro, argento e bronzo nelle diverse categorie sciistiche.

Sci di fondo e biathlon: L’Italia ha ottenuto grandi risultati anche in queste specialità, conquistando importanti posizioni sul podio e dimostrando la determinazione degli atleti.

CONCLUSIONE.

I 12th World Transplant Winter Games 2024 sono stati una celebrazione di spirito sportivo, determinazione e solidarietà. Gli atleti provenienti da tutto il mondo hanno rappresentato il meglio dell’umanità, trasmettendo un messaggio di speranza e ispirazione. Nonostante le sfide, hanno dimostrato che la vita può essere vissuta pienamente, e la resilienza può essere la chiave per superare qualsiasi ostacolo. Con la chiusura di questa edizione, rimane viva l’eredità di questi giochi, continueranno a ispirare altri a perseguire la grandezza, indipendentemente dalle difficoltà.

Manuali di comunicazione per donazioni e per trapianti

Manuali di comunicazione per donazioni e per trapianti.

Delle 5 sessioni in cui si è articolata la tre giorni della rete trapiantologica a Roma, quella dedicata a organizzazione e strategie di comunicazioni è stata la più affollata delle relazioni.

La prima – a due voci, con Lia Bellis del Centro Nazionale Trapianti (CNT) e Anna De Santi dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS)- ha dato conto del progetto e della struttura con cui sono stati pensati e realizzati i Manuali di comunicazione. Il progetto, proposto dall’ISS al CNT, si avvantaggia di un retroterra di esperienza nella realizzazione di simili strumenti pluriennale in ISS – esempi di collaudata efficacia sono i manuali in ambito oncologico, riabilitativo, HIV/AIDS, SLA, DEA, e Ictus.

A COSA SERVONO QUESTI MANUALI?

Si tratta di manuali pensati come strumenti di lavoro per aiutare i professionisti nell’ambito della donazione e dei trapianti di organo e tessuti: per aumentare la propria sensibilità su aspetti e problemi comunicativi, psicologici, etici e pratici che intervengono nella prestazione professionale con i familiari e tra loro stessi.

Sono anche uno strumento di valutazione sia come singoli operatori, sia come membri di un’equipe, valutando lo stile comunicativo e relazionale nei diversi momenti della donazione e del trapianto.

Infine, in virtù del processo che porta alla redazione di tali volumi, sono anche uno strumento di autoformazione della comunicazione e nella relazione di aiuto alla famiglia nel percorso di donazione e con il paziente trapiantato.

All’interno dei manuali sono stati previsti indicatori di qualità nella comunicazione operatore/paziente e check list per l’autovalutazione.

COME SONO STATI COSTRUITI?

Particolarmente interessante il processo per la costruzione dei Manuali, iniziato con la costruzione dei gruppi di lavoro, la scelta dei coordinatori, l’individuazione delle principali fasi del processo donativo, la stesura delle check list e la discussione per la revisione in sede plenaria delle stesse, la sperimentazione pilota per la definizione dello strumento, la presentazione del Manuale in un convegno, la formazione delle equipe per l’utilizzo del manuale e, infine, la diffusione e implementazione dello stesso. Il gruppo di lavoro ha messo insieme persone del gruppo C.A.R.E. dell’ISS e del CNT.

PERCHÉ DUE MANUALI?

Si è poi deciso di realizzare due Manuali separati, uno dedicato alla Donazione e l’altro ai Trapianti. Autori dei due volumi sono rappresentanti della Rete Nazionale e opinion leaders provenienti da tutte le Regioni. Il percorso di sperimentazione e ri-editing del Manuale di valutazione della comunicazione nei processi di donazione si è concluso e il testo definitivo, on-line sul sito dell’ISS dal 11 gennaio verrà presentato in un convegno di lancio il prossimo aprile a Roma.

Il Manuale di valutazione della comunicazione nei processi di Trapianto entrerà in sperimentazione il prossimo marzo ed entro l’estate/autunno sarà on-line e presentato in un convegno, sempre in Istituto Superiore di Sanità.

DOVE TROVO IL PRIMO MANUALE DEDICATO ALLE DONAZIONI?

Trovi il manuale dedicato alle donazioni qui: https://www.iss.it/-/rapporto-istisan-23/27-manuale-di-valutazione-della-comunicazione-nella-donazione-di-organi-e-tessuti-gruppo-care-comunicazione-accoglienza-rispetto-empatia-e-gruppo-cnt-centro-nazionale-trapianti-

 

 

Stati generali della rete trapiantologica: bene ma occorre fare ancora meglio

Stati generali della rete trapiantologica: bene ma occorre fare ancora meglio.

Si è appena conclusa a Roma la consueta tre giorni della Rete Nazionale Trapianti. Oltre 400 addetti ai lavori si sono riuniti e, numeri alla mano, hanno presentato e discusso i dati di attività dell’anno che si è appena concluso.

Il 2023 è stato anno fantastico: 2.042 donazioni(+11,6%) e 4.462 trapianti pari a un incremento – rispetto al 2022 – del 15,1%, con un + 46% per i trapianti di cuore. Numeri di eccellenza che posizionano l’Italia seconda in Europa, dietro alla Spagna anche per il tasso nazionale di donazione. Se ci sono le ragioni per rallegrarsi, occorre non dimenticare però che oltre 8.000 pazienti vivono in lista d’attesa.

Il ministro Schillaci, intervenendo al convegno, ha sottolineato l’impegno a rendere sempre più efficiente la rete trapiantologica e a far crescere la cultura del dono. Su questo aspetto esistono marcate differenze regionali tra Nord e Sud.

Le prime tre Regioni nell’ipotetica classifica dei donatori sono l’Emilia-Romagna con 51,1 donatori utilizzati per milione di persone (pmp) , il Veneto con 46,4 e la Toscana con 45,6.

Il Piemonte e la Valle d’Aosta registrano delle ottime performance con, rispettivamente, 39 e 40,5 donatori pmp. Lontani i numeri delle regioni del Sud con l’eccezione della Sardegna.

I tassi di opposizione al prelievo di organi e tessuti sono rimasti invariati e il fabbisogno non è affatto soddisfatto. Nelle rianimazioni la percentuale di chi rifiuta la donazione è cresciuto sia pur di poco (+0,7) assestandosi allo 30,5%. Almeno in parte, questo dato risente del fatto che sempre più persone hanno registrato la loro volontà di dono o di rifiuto al momento del rinnovo della carta di identità. Nel sistema informativo trapianti sono oltre 18 milioni le dichiarazioni registrate e prossimamente in rianimazione giungeranno in misura sempre maggiore persone con consenso o opposizione già definiti.

Al rinnovo della carta di identità nel 2023 si sono espressi a favore della donazione dei propri organi 2,4 milioni di cittadini (68,5%) e coloro che si sono opposti sono stati 1,1 milioni (31,5%). Da questo scenario deriva la necessità di attivare forme rapide di dichiarazione preventiva di volontà – svincolata dai tempi del rinnovo del proprio documento – e di contestuale promozione della cultura del dono “È obiettivo prioritario” – ha affermato il ministro, anticipando che entro l’anno “l’attivazione del portale digitale del CIE permetterà ai cittadini di registrare la propria dichiarazione senza recarsi negli uffici anagrafe del proprio comune”.