Donazioni e trapianti nel primo trimestre 2026: il Piemonte conferma la sua solidità

Il primo trimestre del 2026 conferma la tenuta e la qualità del sistema trapiantologico in Piemonte e Valle d’Aosta, con dati che evidenziano continuità, organizzazione ed elevati livelli di attività.

Secondo i dati del Centro Regionale Trapianti, il numero dei donatori utilizzati si attesta a 49,1 per milione di popolazione (p.m.p.), un valore significativamente superiore alla media nazionale (32,4 p.m.p.) e tra i più alti in Italia .

Un risultato che conferma il ruolo di riferimento del territorio nel panorama nazionale.

Donazioni: numeri solidi, ma resta il tema del consenso

Nel primo trimestre del 2026 sono stati registrati 81 donatori segnalati, di cui 53 utilizzati. Un dato che evidenzia una buona capacità del sistema di trasformare il potenziale in attività concreta.

Rimane tuttavia un elemento critico: le opposizioni alla donazione, che rappresentano ancora una quota significativa. Il 28,4% dei casi è legato al mancato consenso. Un dato che sottolinea quanto sia ancora necessario investire nella cultura della donazione, nella comunicazione e nel dialogo con i cittadini.

Trapianti: attività intensa e distribuita

Nel periodo gennaio–marzo 2026 sono stati eseguiti complessivamente:

  • 57 trapianti di rene
  • 50 trapianti di fegato
  • 6 trapianti di cuore
  • 6 trapianti di polmone

Numeri che confermano un’attività clinica intensa e una piena operatività dei centri trapianto regionali.

Accanto agli organi, anche il settore dei tessuti continua a rappresentare una componente fondamentale, con volumi rilevanti in tutte le principali tipologie: cornee, cute, tessuto muscolo-scheletrico, valvole e membrane amniotiche.

Liste d’attesa: una domanda ancora elevata

Le liste di attesa restano un indicatore chiave della necessità di continuare a sostenere il sistema.

Nel primo trimestre del 2026 si registrano:

  • 642 pazienti in attesa di trapianto di rene
  • 162 per fegato
  • 70 per cuore
  • 75 per polmone

Numeri che raccontano una domanda sanitaria ancora molto elevata e che rendono evidente quanto ogni donazione possa fare la differenza.

Un sistema che funziona, ma da sostenere

I dati del primo trimestre 2026 confermano la solidità del modello piemontese, costruito su competenze cliniche, organizzazione e collaborazione tra strutture.

Allo stesso tempo, evidenziano con chiarezza la necessità di continuare a lavorare sulla consapevolezza: la disponibilità alla donazione resta un fattore determinante per il futuro del sistema.

Dietro ogni numero ci sono persone, storie, attese. E soprattutto una scelta: quella di dire sì.

I dati del primo trimestre 2026 prodotti dal Centro Regionale dei Trapianti sono scaricabili qui e qui.

Torino ha corso per la vita: grazie a tutti, superata metà della raccolta fondi

Una grande partecipazione, tanta energia e un messaggio forte: la vita si difende insieme.

La Mezza Maratona di Torino del 19 aprile è stata molto più di un evento sportivo. È stata una giornata condivisa, intensa, in cui tantissime persone hanno scelto di correre al fianco della donazione di organi e tessuti, contribuendo a diffondere consapevolezza su un tema che riguarda tutti.

A tutti coloro che hanno partecipato – runner, sostenitori, professionisti del Centro Trapianti e cittadini – va il più sentito ringraziamento di Fondazione D.O.T.

La vostra presenza numerosa ha reso ancora più significativo questo appuntamento, trasformando ogni passo in un gesto concreto di attenzione e responsabilità.

Accanto alla corsa, anche la campagna “Il trapianto, una corsa per la vita” ha fatto importanti passi avanti. L’obiettivo della raccolta fondi è sostenere l’acquisto di un kit PerTravel, uno strumento fondamentale per il trasporto degli organi in condizioni ottimali, contribuendo così ad aumentare le possibilità di successo degli interventi.

Oggi possiamo dire di aver superato metà del percorso: un traguardo importante, raggiunto grazie al contributo di tanti. Ma la corsa non è ancora finita.

C’è ancora strada da fare per arrivare all’obiettivo finale, e ogni contributo può fare la differenza.

Continuare a sostenere questo progetto significa essere parte attiva di una rete che salva vite, ogni giorno.

È possibile contribuire alla raccolta fondi a questo link:
https://www.retedeldono.it/progetto/il-trapianto-una-corsa-la-vita

Insieme, passo dopo passo. Per la vita.

Un breve video di 48 secondi per ricordare questi momenti:

Il trapianto, una corsa per la vita: sostieni il kit PerTravel per il Centro Trapianti delle Molinette

Il 19 aprile, in occasione della Giornata Nazionale per la Donazione e il Trapianto di Organi e Tessuti, Torino ospita La Mezza e La Dieci di Torino: una giornata in cui sport e donazione si incontrano in modo simbolico e concreto.

In questo contesto nasce la campagna di crowdfunding “Il trapianto, una corsa per la vita”: un’iniziativa che vuole dare un significato ancora più grande alla partecipazione alla corsa e trasformarla in un gesto di sostegno reale.

Una corsa che parla di tempo, rete e possibilità

Ogni trapianto è, a tutti gli effetti, una corsa contro il tempo. Dietro ogni intervento ci sono coordinamento, competenze, rapidità, precisione e strumenti adeguati. In questa sfida, ogni minuto può fare la differenza.

L’obiettivo: un nuovo kit PerTravel

Con questa campagna vogliamo contribuire all’acquisto di un kit PerTravel, una tecnologia avanzata che aiuta a proteggere gli organi durante il trasporto e a migliorare controllo, monitoraggio e tracciabilità, a supporto del lavoro del Centro Trapianti Cuore e Polmoni delle Molinette.

Corri anche tu al nostro fianco

Anche una piccola donazione può contribuire a rafforzare strumenti e processi che rendono possibile un trapianto. Un passo alla volta. Una possibilità in più.

Dona ora su Rete del Dono: https://www.retedeldono.it/progetto/il-trapianto-una-corsa-la-vita

Torino corre per la vita: sport e donazione di organi si incontrano il 19 aprile

Torino, 1 aprile 2026 – Il prossimo 19 aprile si corrono La Mezza e La Dieci di Torino 2026, due manifestazioni organizzate da Baserunning che prevedono già la partecipazione di oltre 7000 runner. L’evento si intreccia con una ricorrenza importante, la Giornata nazionale per la donazione e il trapianto di organi e tessuti: una coincidenza dal forte valore simbolico, che mette in luce il legame profondo tra sport, salute e rinascita.

Lo sport è infatti uno degli strumenti più efficaci per il recupero fisico, mentale ed emotivo di chi ha affrontato percorsi complessi legati alla malattia. È una leva fondamentale per ritrovare equilibrio, fiducia e qualità della vita, soprattutto dopo interventi impegnativi come un trapianto.

Lo testimonia la storia di Damiano, che sarà fra i runner della Mezza il 19 aprile. Cinquant’anni, residente nei pressi di Ivrea, nel marzo 2025 Damiano ha ricevuto un trapianto di cuore presso le Molinette di Torino, grazie all’équipe guidata dal professor Mauro Rinaldi, Direttore del Centro Trapianti di Cuore e Polmone dell’AOU Città della Salute e della Scienza di Torino e Presidente della Fondazione DOT, Donazione Organi e Trapianti.

Damiano ha sempre praticato la corsa a livello amatoriale fino a quando, improvvisamente una domenica, dopo pochi passi, non è più riuscito a proseguire. All’inizio ha pensato allo stress, ma i sintomi si sono aggravati rapidamente: nel giro di pochi giorni non riusciva più nemmeno a salire le scale di casa. Ricoverato all’ospedale di Ivrea e poi trasferito d’urgenza alle Molinette, gli è stata diagnosticata una miocardite. Le terapie farmacologiche non hanno avuto l’effetto sperato e si è reso necessario il supporto di un cuore artificiale (ECMO), in attesa del trapianto.

Ricoverato l’11 marzo 2025, è stato sottoposto a trapianto il 20 marzo: la situazione clinica era complessa ma l’intervento è andato bene. Il percorso post-operatorio è stato lungo e impegnativo, anche a causa di alcune complicanze agli arti inferiori. Dopo un mese di riabilitazione presso il centro di Veruno, ha gradualmente recuperato la mobilità grazie a un intenso lavoro di fisioterapia, respirazione e allenamento.

A fine maggio è tornato a casa, a luglio ha ripreso il lavoro e, già dalla fine dell’estate ha ricominciato a correre, con

allenamenti quotidiani e progressivi, spesso in compagnia dei medici che lo hanno salvato.

“Mi sono reso conto di dover ricostruire le mie capacità da zero – racconta Damiano ma lo sport mi ha aiutato tantissimo: la determinazione che ho imparato come sportivo mi ha consentito di affrontare i momenti più difficili e l’abitudine all’allenamento è stata importante durante il recupero. Oggi porto il cuore di un’altra persona: è una grande responsabilità, è come se dovessi vivere per due, e questo mi dà la forza di andare avanti ogni giorno al meglio possibile, anche grazie allo sport che ho ricominciato a praticare. E voglio ricordare e ringraziare tutti i medici, gli operatori sanitari, i fisioterapisti che mi hanno seguito: persone straordinarie non solo professionalmente ma anche dal punto di vista umano, un aspetto importantissimo per noi che affrontiamo un percorso complesso come un trapianto”.

“L’attività sportiva è uno strumento straordinario nel percorso di riabilitazione dei pazienti trapiantati – sottolinea il professor Mauro Rinaldi, Direttore del Centro Trapianti di Cuore e Polmone dell’AOU Città della Salute e della Scienza di Torino e Presidente della Fondazione DOT, Donazione Organi e Trapianti – perché contribuisce non solo al recupero fisico, ma alla qualità della vita nel suo insieme. La storia di Damiano è emblematica di quella di tanti pazienti che tornano a vivere grazie al trapianto, e come medico sono orgoglioso di dare il mio contributo nel contesto della Città della Salute e della Scienza di Torino, centro leader a livello nazionale per i trapianti, grazie a competenze altamente specializzate e a un approccio multidisciplinare che accompagna il paziente in tutte le fasi del percorso”.

La coincidenza tra la Giornata nazionale per la donazione e il trapianto e la Mezza Maratona di Torino diventa così un’occasione per ricordare quanto la generosità della donazione di organi possa trasformarsi in nuova vita, energia e movimento.

La Fondazione DOT – Donazione Organi e Trapianti onlus, nata nel 2017 per volontà del Comune di Torino, della Regione Piemonte, della Città della Salute e della Scienza, dell’Università e del Politecnico di Torino, lavora ogni giorno per sensibilizzare cittadini e istituzioni sull’importanza della donazione di organi. Un gesto fondamentale, senza il quale nessun trapianto sarebbe possibile e nessuna storia di rinascita, come quella di Damiano, potrebbe esistere.

La Fondazione D.O.T. è stata costituita nel 2017 ed il suo scopo è l’attuazione di iniziative del più alto interesse sociale per la promozione ed il sostegno della ricerca scientifica nell’ambito della medicina dei trapianti e per la promozione della cultura della donazione e del trapianto di organi, tessuti e cellule. La Fondazione D.O.T. è composta da una ‘squadra’ di Istituzioni e Enti uniti e solidali al conseguimento della sua “mission”, ed è costituita da 5 soci fondatori: AOU Città della Salute e della Scienza di Torino, Città di Torino, Politecnico di Torino, Regione Piemonte e Università degli Studi di Torino.

Per informazioni: Luisa Cavagnera – 3497665890 – luisacavagnera@elenazanella.it

La foto di testa è di Francesca Mariotti Maybepress.

Donazione e trapianti nel 2025: il Piemonte conferma un sistema solido, Torino al vertice

Il 2025 conferma la solidità del sistema trapiantologico in Piemonte e Valle d’Aosta, con risultati rilevanti sia sul fronte delle donazioni sia su quello dei trapianti. Un lavoro complesso, possibile grazie alla rete regionale, alle équipe cliniche e infermieristiche, e soprattutto al gesto del dono.

Donatori: un patrimonio da tutelare

Nel 2025 i donatori utilizzati sono 172, pari a 39,3 per milione di popolazione (p.m.p.), un valore superiore alla media nazionale (29,9 p.m.p.).

Le opposizioni al prelievo restano un elemento critico: nel 2025 il 26,6% dei casi risulta un non consenso alla donazione.  È un dato che ricorda quanto sia ancora necessario lavorare sulla cultura della donazione: informazione corretta, fiducia, dialogo e consapevolezza.

Trapianti: numeri e programmi

Nel 2025 in Piemonte e Valle d’Aosta sono stati eseguiti:

  • 288 trapianti di rene
  • 194 trapianti di fegato
  • 33 trapianti di cuore
  • 24 trapianti di polmone

Accanto all’attività di trapianto di organi, è fondamentale l’ambito dei tessuti, che contribuisce in modo decisivo alla qualità della vita di molte persone. Nel 2025 si sono realizzati: 396 trapianti di tessuto muscolo-scheletrico, 53 trapianti di cute (con 43.123 cm² innestati), 188 innesti di membrane amniotiche, 13 di valvole e 4 di segmenti vascolari.

Cornee: un bisogno ancora molto presente

Nel 2025 le cornee trapiantate sono 657. Resta significativa anche la domanda: i pazienti in lista attiva per trapianto di cornea sono 283.

Liste d’attesa: il dato che non possiamo ignorare

Nonostante i risultati, l’attesa per molte persone resta lunga. Nel 2025 le liste  riportano:

  • 622 pazienti in lista per trapianto di rene
  • 71 per fegato
  • 156 per cuore
  • 72 per polmone  

Fondazione DOT: sostenere la rete, rafforzare la cultura del sì

Fondazione DOT continua a sostenere la rete della donazione e dei trapianti, promuovendo cultura della donazione e iniziative a supporto dei percorsi di cura. Perché dietro ogni numero ci sono persone: chi attende, chi dona, chi cura.

Scarica il rapporto dei dati nel dettaglio https://www.trapiantipiemonte.it/wp-content/uploads/2026/02/CRT_2025.pdf

Il video della Regione Piemonte:

Donazione e trapianto nel 2025: il Piemonte in crescita, Torino al vertice in Italia

Anno record per donazioni e trapianti: 536 trapianti in Piemonte e 488 alla Città della Salute di Torino. 

Il 2025 si conferma un anno record per la donazione e i trapianti in Piemonte. Le donazioni di organi hanno raggiunto il secondo miglior risultato di sempre e hanno permesso di realizzare 536 trapianti, dato in aumento rispetto al 2024 (+8%) e a pari merito con il 2023.

L’AOU Città della Salute e della Scienza di Torino registra un risultato di assoluto rilievo: 488 trapianti eseguiti nel 2025, dato record che la conferma tra i principali punti di riferimento nazionali per questa attività.

Donazioni: dati principali

Nel 2025 i donatori di organi sono stati 172 (39,3 per milione di popolazione). I donatori a cuore battente (DBD) sono stati 132, con una quota significativa di donazioni avvenute anche in ospedali senza neurochirurgia. I donatori a cuore fermo (DCD) sono stati 40, con un incremento del 42% rispetto al 2024.  Le donazioni di cornee sono state 1.217.

Le opposizioni alla donazione si attestano al 26,6%.

Trapianti: numeri e programmi

In Piemonte, nel 2025, sono stati trapiantati 581 organi e sono stati realizzati anche trapianti “combinati” (tra cui un cuore–fegato). Alla Città della Salute di Torino i programmi di trapianto di fegato (194) e rene (240) si confermano ai vertici nazionali; rilevanti anche i dati di cuore (33 complessivi, inclusa attività pediatrica) e polmoni (24). Importante anche l’ambito dei tessuti: nel 2025 i trapianti di tessuti sono stati oltre 1.300, confermando i valori dell’anno precedente.

Un ringraziamento e un impegno che continua

Nel corso della conferenza stampa, l’Assessore alla Sanità Federico Riboldi ha ringraziato professionisti, associazioni e soprattutto i donatori e le loro famiglie per l’altruismo che rende possibile questa attività.

Nonostante i risultati, restano ancora molte persone in attesa: al 31 dicembre 2025 risultano 622 pazienti in lista per trapianto di rene, 71 per fegato, 156 per cuore e 72 per polmone.

Fondazione DOT continua a sostenere la rete della donazione, degli organi e dei trapianti, promuovendo cultura della donazione e iniziative di supporto alla ricerca e ai percorsi di cura.

Responsabili dei programmi

Un ringraziamento va ai responsabili dei programmi di trapianto e alle rispettive équipe mediche e infermieristiche: per la Città della Salute e della Scienza di Torino Luigi Biancone (rene adulto), Mauro Rinaldi (cuore e polmoni), Renato Romagnoli (fegato e pancreas), Bruno Gianoglio (rene pediatrico) e Carlo Pace Napoleone (cuore pediatrico); per l’Ospedale Maggiore della Carità di Novara Vincenzo Cantaluppi (rene).

40 anni fa, il primo sì al trapianto di cuore in Italia

Un anniversario che racconta un sistema che salva vite, ogni giorno

L’11 novembre 1984, l’Italia compiva un passo storico autorizzando per la prima volta i trapianti di cuore. Un gesto che ha segnato l’inizio di un percorso straordinario: quello della trapiantologia moderna nel nostro Paese.

A quarant’anni di distanza, l’Italia è tra le prime nazioni in Europa per qualità e numero di trapianti effettuati, con un sistema pubblico riconosciuto a livello internazionale per efficienza, sicurezza e accesso equo. Dietro questi numeri, però, ci sono persone: pazienti che ritrovano la vita, famiglie che tornano a sperare, professionisti che ogni giorno operano con competenza, dedizione e spirito di servizio.

Come racconta il Centro Nazionale Trapianti in un approfondimento recentemente pubblicato sul sito del Ministero della Salute, il nostro sistema trapiantologico è il risultato di una visione lungimirante, di investimenti continui nella ricerca e nella formazione, e di una cultura del dono che ha saputo crescere nel tempo, anche grazie al lavoro delle istituzioni, delle associazioni e dei cittadini stessi.

Quello che celebriamo oggi non è solo un anniversario normativo, ma un’occasione per riflettere su quanto sia stato costruito – e su quanto ancora si possa fare. La strada è segnata: continuare a investire in sensibilizzazione, innovazione e collaborazione, perché ogni attesa in lista trapianti si traduca, il prima possibile, in una nuova vita.

Trovi l’articolo completo a cura del Centro Nazionale Trapianti sul sito del Ministero della Salute.

Trapianti 2024 in Italia: anno da record, con Torino e Piemonte protagonisti

Il 2024 si conferma un anno storico per la donazione e il trapianto di organi in Italia. I dati pubblicati dal Centro Nazionale Trapianti (@CNT) e dal rapporto della Consiglio d’Europa (“Newsletter Transplant”, https://www.edqm.eu/en/newsletter-transplant) descrivono un’attività in crescita su più fronti: da un aumento dei donatori utilizzati all’eccellenza operativa dei centri trapianto, fino al consolidamento della donazione a cuore fermo (DCD).

Risultati nazionali e posizionamento europeo

In Italia sono stati segnalati 3.165 donatori nelle rianimazioni (+2,3% rispetto al 2023) e 1.730 donatori effettivamente utilizzati (+3,6%). Il Paese sale a 29,5 donatori utilizzati per milione di abitanti (pmp), collocandosi al secondo posto tra i grandi Stati europei, dietro la Spagna (48 pmp) e davanti a Francia (28,3), Regno Unito (19,2) e Germania (10,9). Complessivamente, sono stati realizzati 4.642 trapianti (+3,9%) nell’anno. 

Torino e Piemonte: il modello d’eccellenza

La AOU Città della Salute e della Scienza di Torino si distingue come prima azienda ospedaliera italiana per numero di trapianti (449 nel 2024: 440 alle Molinette e 9 al Regina Margherita), seguita da Padova (413) e Ismett Palermo (276).  È inoltre il centro nazionale con il più alto numero di trapianti di fegato (179) nell’anno.  Per la Regione Piemonte, il bilancio è altrettanto significativo: 171 donatori effettivi (39,1 pmp), 496 interventi di trapianto e 536 organi trapiantati.

Donazione a cuore fermo e liste d’attesa

Uno dei progressi più rilevanti riguarda le donazioni da donatore a cuore fermo (DCD): in Italia sono cresciute del 34,6% e rappresentano ora il 16,4% del totale delle donazioni di organi.

Tuttavia, al 31 dicembre 2024 risultano ancora 8.024 pazienti in lista d’attesa, con tempi medi d’attesa che vanno da 1 anno e 7 mesi per il fegato ad oltre 3 anni per il rene o il cuore.

Prospettive e impegno futuro

Secondo il direttore generale del Centro Nazionale Trapianti, Giuseppe Feltrin, i numeri del 2024 — e i dati preliminari del 2025 — confermano la capacità del sistema trapianti italiano di crescere nella complessità e nella risposta clinica.  A livello regionale, il Piemonte continua a investire in protocolli innovativi di donazione e trapianto, rafforzando la collaborazione tra istituzioni, centri clinici e cittadini.

I risultati del 2024 rappresentano un banco di prova per la comunità nazionale dei trapianti: confermano che una rete integrata, coordinata e forte sul piano clinico può ottenere risultati di eccellenza. Il Piemonte e la Valle d’Aosta non solo confermano il loro ruolo di protagonisti, ma fungono da modello per il Paese. Restano però aperte sfide importanti, prima fra tutte la riduzione delle liste d’attesa e l’incremento dei donatori.

Fonte: Ministero della Salute su dati del Centro Nazionale Trapianti e del rapporto annuale edito dal Consiglio d’Europa “Newsletter Transplant”.